Centro Diagnostico e di Analisi Mediche "Amedeo Guarino" - Avellino
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Breath test


Basta un soffio...

L'Helicobacter pylori è un batterio a forma di spirale che alberga nello stomaco ed è protetto dal muco presente sulla parete gastrica, che gli permette di resistere all'azione distruttiva dell'acido. Nello stesso tempo però la presenza del batterio indebolisce lo strato di muco che serve a difendere lo stomaco dall'acido e provoca pertanto con il passare del tempo una infiammazione cronica dello stomaco che porta alla gastrite e, in un individuo su dieci, all'ulcera gastro-duodenale.

L’infezione da Helicobacter pylori è una delle infezioni croniche più diffuse nell'uomo, presente in almeno il 50 % della popolazione mondiale. Si contrae prevalentemente nell’infanzia, favorita da condizioni economiche e sanitarie scadenti. In Italia, si calcola che circa il 30 % degli adulti sia infetto, ma tale percentuale cresce all'aumentare dell'età.

L’uomo è il principale serbatoio dell'Helicobacter pylori e la trasmissione può avvenire per contatto diretto (per esempio attraverso la saliva) oppure attraverso l'ingestione di acqua o cibi contaminati.

 

Sintomi, decorso e complicazioni

L'infezione da Helicobacter pylori, se non curata, diventa cronica, provocando la gastrite, che spesso rimane asintomatica. Altre volte, la presenza di gastrite da Helicobacter pylori può essere responsabile di cattiva digestione (dispepsia).

L'infezione viene scoperta in circa il 95 % dei pazienti affetti da ulcera duodenale e, in percentuale leggermente inferiore, in quelli con ulcera gastrica: pertanto, si può affermare che l'Helicobacter pylori è oggi la causa principale dell'ulcera gastro-duodenale.

In alcuni casi, l'infezione cronica da Helicobacter pylori può favorire lo sviluppo di un cancro o di un linfoma allo stomaco. Poiché esistono molti tipi diversi di Helicobacter pylori, probabilmente il rischio di cancro dipende dal ceppo responsabile dell'infezione, ma anche da altri fattori (per esempio ereditari e dietetici) ancora poco conosciuti. In ogni caso, lo sviluppo del cancro è preceduto da una serie di alterazioni del rivestimento dello stomaco che si possono diagnosticare in tempo.

 

Diagnosi

La diagnosi di infezione da Helicobacter pylori può essere effettuata sia con test non invasivi che con test invasivi.

I test non invasivi sono:

  • Test sierologici
    Si basano sul fatto che l'infezione si accompagna ad una reazione anticorpale, che persiste per diverso tempo (anche due anni), ma senza significato protettivo. I test sierologici si possono effettuare con diverse tecniche, la più usata delle quali è l'ELISA (Enzyme Linked Immunoadsorbent Assay). Questi test sono economici ed utilizzati nell'adulto prima del trattamento eradicante. Anche se sono dotati di elevata sensibilità e specificità, spesso ci sono risultati incongruenti. I test sierologici, che rilevano un pool di IgM e IgG o di IgA e IgG o solo di IgG sono di scarso aiuto nel diagnosticare un eventuale successo della terapia nell'adulto e non sono utili nella diagnosi di infezione del bambino.
  • Urea breath-test (UBT)
    L'UBT si basa sulla elevata attività ureasica derivata dalla presenza dell'Helicobacter pylori nello stomaco. Il paziente assume oralmente dell'urea marcata con Carbonio13 e dopo pochi minuti viene effettuata la determinazione. Anche per questo esame la sensibilità e la specificità sono elevati. L'UBT è indicato per la diagnosi di infezione e per il follow-up della terapia eradicante: in questo caso si deve effettuare non prima di otto settimane della sospensione della terapia antibiotica e non prima di quattro settimane dalla sospensione della terapia con gastroprotettori. Questo test è indicato anche per i bambini di età superiore ai sei anni.
  • Ricerca di anticorpi nella saliva
    E' un test semplice, rapido, molto accurato ed economico. Permette di effettuare con facilità screening di massa soprattutto in età pediatrica e può essere usato anche in pazienti non cooperanti, gastrectomizzati o sottoposti a terapie con gastroprotettori.
  • Ricerca dell'antigene fecale
    Rappresenta un'alternativa all'UBT, avendo la stessa sensibilità e stabilità, e viene utilizzata nel follow-up dell'infezione anche dopo due settimane dal termine della terapia eradicante. Questo test è particolarmente indicato nei ragazzi di tutte le età.
  • Ricerca di anticorpi nelle urine
    E' un test rapido che si effettua utilizzando il principio della cromatografia. E' dotato di elevata sensibilità e specificità ed ha le stesse indicazioni della ricerca degli anticorpi nella saliva.

I test invasivi sono:

  • Esame endoscopico
    L'esame endoscopico permette una visione diretta e completa dei visceri da esaminare. Questo esame permette di eseguire prelievi bioptici di mucosa per il test rapido all'ureasi, l'esame istologico, l'esame colturale e la PCR su tessuto.
  • Test rapido all'ureasi
    Il frammento bioptico, prelevato durante l'esame endoscopico, viene depositato in un brodo o gel contenenti urea ed un indicatore di pH (rosso fenolo): l'ureasi prodotta dal batterio scinde l'urea in anidride carbonica ed ammoniaca; quest'ultima produce un aumento del pH del brodo o del gel e, quindi, produce un viraggio dell'indicatore cromogeno. Anche se questo test è dotato di elevata sensibilità e specificità, si possono registrare dei falsi negativi in pazienti con emorragia in atto o di recente insorgenza ed in pazienti in trattamento con antibiotici o con antisecretori.
  • Esame istologico
    Normalmente si esaminano frammenti di mucosa antrale dove la concentrazione di batteri è maggiore.
  • Esame colturale su mucosa gastrica
    La coltura richiede un ambiente microaerofilo; un alto tasso di umidità ed una temperatura di circa 37°C. Su isolati di Helicobacter pylori è possibile allestire l'antibiogramma, particolarmente utile per attestare un'eventuale resistenza agli antibiotici.
  • Polymerase Chain Reaction (PCR) su mucosa gastrica
    La PCR è una metodica di biologia molecolare molto sensibile. Si esegue su frammenti bioptici di mucosa gastrica e può essere applicata allo studio di vari campioni biologici (saliva, feci, succo gastrico, placca dentaria) e permette di rilevare le resistenze ai farmaci. Essa è utilizzata per confermare l'eventuale avvenuta eradicazione dopo appropriata terapia.

 

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